Assassin’s Creed Origins

 

             Piattaforma: PlayStation 3, Xbox 360, Microsoft Windows, PlayStation 4, Xbox One

             Data di pubblicazione: 27 ottobre 2017

             Motore: AnvilNext


Assassin’s Creed: Origins è un videogioco sviluppato presso Ubisoft Montreal e pubblicato da Ubisoft. Inizialmente conosciuto con il titolo di lavorazione di Assassin’s Creed: Empire, Origins rappresenta il decimo capitolo della serie Assassin’s Creed. È disponibile per Xbox One, PlayStation 4 e Microsoft Windows dal 27 ottobre 2017.[1] Il gioco, presentato l’11 giugno 2017 all’E3 di Los Angeles, narra le origini della confraternita degli assassini. Il gioco presenterà un nuovo sistema di combattimento più complesso rispetto ai suoi predecessori. I punti panoramici per trovare gli obiettivi sono stati sostituiti dall’utilizzo di un’aquila, Senu. Il gioco presenta caratteristiche tipiche degli RPG, come la possibilità di potenziare armi e personaggio per farli aumentare di livello, tuttavia è classificato come videogioco d’avventura in quanto il protagonista è definito e non personalizzabile.

Nel presente, Layla Hassan, ricercatrice della Abstergo, ha messo a punto una versione modificata dell’Animus che consente a chi la usa di non necessitare lo stesso corredo genetico del soggetto di cui rivive i ricordi; contravvenendo agli ordini di Sophia Rikkin, la donna si reca in Egitto, dove invece di rintracciare un artefatto della Prima Civilizzazione localizza la tomba di due assassini, e coadiuvata in remoto dall’amica e collega Deanna sperimenta il macchinario rivivendo le loro memorie.

La donna scopre così la storia di Bayek di Siwa e sua moglie Aya, due coniugi egiziani, entrambi guerrieri, vissuti nel I secolo a.C.. Bayek, uno degli ultimi medjay rimasti, protegge la prospera oasi di Siwa; un giorno lui e suo figlio Khemu vengono rapiti da un gruppo di cinque uomini mascherati, che cercano di costringere l’uomo ad aprire una cripta segreta nascosta sotto il tempio di Amon a Siwa. Al rifiuto di Bayek segue una colluttazione durante la quale il piccolo Khemu viene accidentalmente ucciso. Bayek e Aya giurano vendetta contro i misteriosi uomini e si separano per cercarli ed eliminarli.

Un anno dopo Bayek è riuscito a rintracciare e uccidere un membro del gruppo dei mascherati, Rudjek, conosciuto come l’Airone; tornato a Siwa scopre che il sacerdote del tempio Medunamun è in realtà un altro adepto, l’Ibis. Dopo averlo assassinato, Bayek si reca ad Alessandria, dove ritrova sua moglie Aya, la quale si è alleata con Cleopatra e grazie al suo supporto ha rintracciato e ucciso altri due membri del gruppo, l’Avvoltoio e l’Ariete. Rimane un unico membro in vita, conosciuto come il Serpente; i due riescono a scoprirne l’identità segreta: si tratta di Eudoro, uno scriba greco. Bayek lo rintraccia nelle terme di Alessandria e lo uccide con un’arma consegnatagli da Aya, la prima Lama Celata, al costo del suo anulare che viene amputato durante la colluttazione. ( da qui il rito di tagliarsi tale anulare come farà Altair per usare la lama.) Prima di morire, tuttavia, Eudoro instilla in Bayek il dubbio di non essere l’ultimo membro del gruppo degli uomini misteriosi. Bayek incontra così Cleopatra, la quale gli rivela che effettivamente Eudoro aveva come nome di battaglia l’Ippopotamo; il Serpente è in realtà il nome collettivo di una società segreta conosciuta come L’Ordine degli Antichi, i cui membri hanno preso possesso dell’intero Egitto e l’ha spodestata utilizzando il nuovo faraone, suo fratello Tolomeo XIII, come burattino per i propri malvagi scopi. I cinque uomini uccisi da Bayek e Aya erano in realtà gli adepti di rango più basso, mentre altri quattro di stirpe più elevata controllano altrettante zone del Regno tenendo in scacco la popolazione con metodi brutali e terrificanti. Bayek accetta dunque di diventare il medjay di Cleopatra e viaggia attraverso tutto l’Egitto, aiutando il popolo oppresso e ottenendo informazioni sull’identità dei quattro adepti, conosciuti come lo Scarabeo, la Iena, il Coccodrillo e la Lucertola. Il guerriero riuscirà a individuarli e assassinarli tutti, liberando di volta in volta le regioni che essi controllavano. Aya, nel frattempo, si reca in Grecia per convincere Gneo Pompeo Magno ad allearsi con Cleopatra.

Una volta compiute le rispettive missioni, Bayek e Aya ricevono la notizia che nessuno di coloro che hanno ucciso è stato in realtà colpevole della morte di Khemu: ci sono infatti altri membri dell’Ordine, di grado ancora superiore, infiltrati nelle fila della guardia personale di Tolomeo: lo Scorpione e lo Sciacallo. Bayek scopre che quest’ultimo è in realtà Lucio Settimio, capo dei Gabiniani, ma non riesce a impedirgli di uccidere Pompeo. Non avendo più alleati, Cleopatra decide di incontrarsi direttamente con Giulio Cesare e con l’aiuto di Bayek e Aya riesce a introdursi furtivamente nella sua corte avvolta in un tappeto. Cesare, sedotto da Cleopatra, diventa suo alleato e volta le spalle a Tolomeo: scoppia così la Guerra civile alessandrina. Durante gli scontri Bayek e Aya aiutano attivamente Cesare e Cleopatra; il medjay riesce a rintracciare lo Scorpione, sotto la cui maschera si nasconde il consigliere Potino, sventa i suoi piani e lo uccide. Tuttavia Cesare gli impedisce di assassinare anche Settimio. Aya invece rinuncia a uccidere Tolomeo, che tuttavia muore divorato da un coccodrillo mentre tenta di scappare navigando sul Nilo.

Una volta terminata la guerra, Cleopatra riprende il trono e diventa il nuovo faraone d’Egitto; tuttavia lei e Cesare, ora legati anche sentimentalmente, tagliano i rapporti con Bayek e Aya e prendono Settimio come loro consigliere. Ciò fa capire ai due che i sovrani si sono a loro volta alleati con gli Antichi. I due medjay decidono quindi di reclutare le persone che hanno aiutato durante le loro missioni per formare la setta degli Occulti, un nuovo ordine che difenda il popolo e il suo libero arbitrio. Bayek intanto si rende conto che l’Ordine degli Antichi aveva messo gli occhi sulla tomba di Alessandro Magno, e insieme ad Aya vi si reca ma solo per trovare Apollodoro ferito a morte, ucciso dal luogotenente di Cesare, Flavio. Questi è in realtà il Leone, capo dell’Ordine degli Antichi e colpevole materiale della morte di Khemu. Flavio si è impossessato dello Scettro e del Globo contenuti nella tomba, in realtà artefatti della Prima Civilizzazione; grazie a essi riesce a penetrare nella cripta di Siwa e a carpirne i segreti. Bayek e Aya vi si recano ma troppo tardi: Flavio ha massacrato tutti i medjay che la difendevano. Bayek, ufficialmente rimasto l’ultimo medjay ancora in vita, si reca allora a Cirene dove finalmente riesce ad affrontare Flavio, reso più forte dai poteri della Mela dell’Eden, e lo sconfigge, vendicando definitivamente la morte di Khemu e di tutte le persone uccise dall’Ordine.

Bayek torna da Aya, che nel frattempo si è alleata con Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino per sconfiggere Cesare. Alla partenza della donna per Roma, i due coniugi capiscono che il loro amore è stato sacrificato in nome della missione degli Occulti. I due si dicono addio, giurando però di ritrovarsi nella morte e di continuare a proteggere il mondo dalla malvagità. Bayek lascia cadere un amuleto appartenuto a Khemu, il teschio di un’aquila, che imprime nella sabbia un disegno che diventerà poi il simbolo degli Assassini, lasciando intendere che gli Occulti siano gli antenati di quest’ordine. Aya si reca a Roma, dove affronta Settimio e poi assassina Cesare; successivamente si recherà da Cleopatra per ucciderla, ma vedendo il piccolo Cesarione si impietosisce e la risparmia, ammonendola però di essere una buona sovrana, altrimenti tornerà per finire il lavoro. Aya cambia nome in Amunet e si stabilisce a Roma, dove fonda una sezione degli Occulti; anche Bayek in Egitto continua la sua missione, reclutando nuovi adepti e difendendo gli oppressi.

Nel presente Layla viene rintracciata e attaccata dai membri dell’Abstergo, che hanno notato la sua assenza; grazie alle abilità ottenute con l’effetto osmosi Layla è in grado di difendersi, ma Deanna viene catturata e uccisa. Layla giura vendetta e rientra nell’animus, decisa a portare a termine la sua missione; al termine dell’impresa viene raggiunta da William Miles, padre di Desmond, che le offre protezione in cambio di aiuto agli Assassini. Layla accetta di collaborare ma non di entrare a far parte dell’Ordine, e i due partono insieme per Alessandria.